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Alessandro Anderle: grande conferma

di Gian Carlo Casorati - Arcieri n. 1 marzo 2003

Negli ultimi anni si sono organizzati in Lombardia, dove esistono molte strutture adeguate diversi eventi federali.
Questa volta i Campionati Italiani Indoor sono stati organizzati dagli Arcieri della Francesca con la supervisione del Comitato Regionale Lombardo nei padiglioni del polo fieristico di Bergamo appena costruito, in un ambiente accogliente, ben illuminato e riscaldato, facilmente raggiungibile perché situato sugli svincoli autostradali. Il tutto si è svolto in tre giorni, venerdì, sabato e domenica con un’organizzazione ormai collaudata, ineccepibile in tutte le sue componenti: veloci pubblicazioni di classifiche anche su Internet, rapidi cambi di targhe e piazzole, premiazioni all’altezza di un Campionato Nazionale e tempi sempre rispettati grazie al grande numero di volontari di Società lombarde.
Dal punto di vista dei risultati, ci sono state alcune clamorose novità: Frangilli non è salito sui podi, il diciottenne Anderle ha battuto nella finale degli assoluti Galiazzo e nel giovanile olimpico, al quale si guarda sempre con molta attenzione, abbiamo notato molti rincalzi, specialmente tra le donne. Ma andiamo con ordine.

Venerdì parte l’arco nudo con un grandissimo numero di partecipanti anche se con punteggi non esaltanti, inferiori a quelli degli anni precedenti. Dopo l’intervallo della prima parte avviene il primo colpo di scena. Alla prima volée si vedono molti vuoti sulla linea di tiro al centro del padiglione. In quattro o cinque erano andati al bar e non erano tornati in tempo. Partono i ricorsi, senza alcuna possibilità di essere accolti, perché la direzione dei tiri aveva annunciato all’altoparlante dieci minuti di intervallo che poi sono diventati diciotto con due annunci ai meno cinque e meno tre minuti. Il candidato alla vittoria Daniele Bellotti (Fivizzano, Ms) risulta nel gruppetto di coloro che hanno perso la volée. Era in testa con 276 punti ed è poi finito al tredicesimo posto. Con tre punti in meno aveva girato Maurizio Bragagnini di Udine che si aggiudica il titolo di classe con 545 punti. Dichiara di aver iniziato a tirare dieci anni fa per conto proprio, si tessera poi nella Società di Udine per migliorarsi. È continuamente alla ricerca di una tecnica migliore e si considera un autodidatta. Tecnicamente si àncora con l’indice nel labbro, cura molto la concentrazione mentale che riesce ad esprimere al meglio durante le competizioni. Nel femminile seniores, Luciana Pennacchi (Arcieri Pescia) candidata alla vittoria si conferma vincendo con 510 punti. Ci dice che l’unica novità sono le frecce Ace adottate definitivamente. Per un tratto di gara viaggia alla pari con Melina Borghesi che finisce poi al secondo posto. Nelle juniores vince Irene Mausoli (Arcieri del Sole, Mi) che vediamo gareggiare sovente, come a questi Campionati, anche con l’olimpico. Tra gli juniores con un discreto 514 vince Giuseppe Seimandi (Arcieri delle Alpi, To) che tira da tre anni solo con l’arco nudo. Dichiara di preferire il campagna perché l’indoor lo stressa troppo. Si è migliorato da quando riesce a mantenere la tensione nei muscoli della schiena. Negli allievi vince Carmelo Parisi (San Gregorio) e nelle allieve Maura Franch (Val di Non, Tn) che spiega chi l’ha preparata, che si è migliorata da quando riesce a non demoralizzarsi dopo una brutta freccia. Nelle ragazze vince Marianna Consonni (Arcieri del Sole) che conosciamo con l’olimpico e possiamo considerare nata per tirare arco nudo visto che con questo fa più punti. Nei ragazzi vince Matteo Steccherini (Monfalcone) che nella sua Società considerano un talento naturale. Tira bene anche olimpico e l’unico problema durante gli allenamenti, ci dicono, è quello di farlo smettere.
Negli assoluti i due seniores vincitori del titolo di classe, Bragagnini e Pennacchi, sono entrambi eliminati ai quarti. Il primo perché dichiara di avere esaurito tutte le energie nervose, la seconda perché le sfugge una freccia nello zero. Il titolo assoluto maschile va al veterano Sergio Mazzanti (Arcieri del Cimone, Bo) personaggio interessante perché tira da molto tempo con arco e tutto il resto del materiale fatto da lui eccetto le frecce. Dichiara di avere una tecnica un po’ datata, ma la sua forza sta nel mentale. Riesce sempre a rimanere concentrato per tutta la durata delle competizioni. Nella finale per l’assoluto femminile domina l’emotività.
Nello scontro tra la sarda Giuseppina Pischedda e Michela Menichetti di Lucca si vede qualche zero di troppo.
Vince Pischedda che tira da poco tempo ed è preparata dal marito.

Sabato mattina tira il compound, divisione che farà poi gli assoluti domenica pomeriggio con l’olimpico. Nel seniores maschile la vittoria di Mazzi (Alta Como) era prevedibile visti i molti punteggi della stagione sopra i 590. Parte alla grande con un 296 e poi appagato cede un po’ nella seconda parte. Una vittoria che non lo soddisfa pienamente per il punteggio, 588. Dichiara di aver trovato una maggiore stabilità di tiro accorciando l’allungo e di aver intensificato gli allenamenti. Praticamente non si è mai fermato neanche d’estate. Negli allenamenti alterna l’uso del rilascio Fletchmatic a polsino con lo Stanislawski dotato di meccanismo di
apertura non comandato dalle dita. Lo seguono in classifica a quattro punti Marco Del Ministro e Antonio Tosco. Nel femminile vince Giorgia Solato (Torrazzo, Re) davanti ad Atorino e Bertocci. La Solato dopo una brutta partenza si scatena nella seconda parte con un 290, punteggio che non aveva mai raggiunto in gare ufficiali. Ha un carattere molto riservato ma sulla linea di tiro è favolosa. Inoltre svolge con molta diligenza i programmi di allenamento assegnati dal suo preparatore Tiziano Xotti e ha una forte sensibilità per capire se sull’arco avviene la più piccola sregolazione. Sensibilità che arriva al punto di riconoscere al tatto una freccia dall’altra. È una delle poche che si prepara e regola l’arco tutta da sola.
Negli juniores vince Giovanbattista Pisano (Milussiani, Ag) un giovane che proviene dall’arco nudo e tira da poco tempo. Dichiara di dovere i suoi risultati al tecnico federale Xotti.
Nel femminile seniores vince Claudia Benigni (Perugia) che invece tira dall’età di sette anni. Ha iniziato come tutti con l’olimpico dove ha vinto la finale nazionale dei Giochi della Gioventù di Fiuggi ed è poi passata al compound perché in Società tiravano tutti con questo arco compresa la sua istruttrice Cristina Pernazza. Nelle altre classi da segnalare la vittoria con 568 dell’allievo Pietro Greco (Sentiero Selvaggio).
Negli scontri diretti del giorno dopo per assegnare il titolo assoluto Giorgia Solato a conferma della sua determinazione vince senza problemi contro Fontana, Rossi, Salvi e Atorino e si aggiudica la medaglia d’oro. Mazzi, invece cade sorprendentemente al primo turno contro Slaviero. Fila diritto all’oro Del Ministro (Pescia) che passa su Ticci, Bellardita, Ciampolillo e Zaetta.
Sabato pomeriggio il terreno di gara si riempie di giovani con l’arco olimpico, quasi tutti noti per i loro risultati, abituée dei podi delle loro Regioni. Ci sono tutti gli appartenenti alle squadre nazionali. È la crema dell’arcieria italiana fra cui può sbocciare il grande talento da medaglia olimpica.
E a proposito di talento quello di Elena Tonetta (Kappa Kosmos) non si mette più in discussione ed è ormai una certezza; è il primo grande talento femminile della storia della Fitarco che a suon di record attraversa tutte le classi giovanili. È all’ultimo anno da allieva e a Bergamo era venuta a vincere e lo ha fatto con 576 record europeo. A Tirrenia durante il ritiro dei nazionali aveva toccato i 580 e quindi si sapeva che agli italiani sarebbe finita fra i 570 e 580.
Nel maschile allievi vince Fabrizio Bottiglia (Arcoroma) con 563. È un allievo di Franco Basili molto ben impostato. Dichiara di tirare ogni freccia solo dopo averla prima tirata mentalmente. Nei ragazzi grande battaglia per le prime posizioni ma dopo cinque volée si piazza in testa Luca Melotto (Sentiero Selvaggio, To) che conduce sino alla fine seguito da Lorenzo Gabbiadini (Cam, Va) e Marco Costa (Arcobussero, Mi). Melotto ben allineato e molto freddo ha già un curriculum da far invidia.
Nelle ragazze si piazza Vincenza Balzano (Polisportiva del Sud, Ba) che tira da quattro anni con una tecnica che punta, come le ha insegnato Vincenzo Lionetti, su un’economia totale del gesto.

Domenica mattina entrano in scena i seniores e juniores dell’olimpico. Manca il campione del mondo in carica della specialità Di Buò, per il resto ci sono tutti.
Leggiamo la classifica della prima parte che inizia con Galiazzo (Padovani) a 295 ma non vediamo Frangilli, pensiamo ad un errore e poi ci accorgiamo che è giù in fondo al 26mo posto. Parliamo con il padre Vittorio che ci dice che non trovandosi con un arco nuovo, appena cambiato, decide alla nona volée di sostituirlo con il vecchio che monta velocemente dalla valigetta e “non avendo” il mirino realizza nella prima volée solo 24 punti. Nel femminile una strepitosa Valeeva gira a 298. Se nella seconda parte dovesse fare 293 sarebbe record del mondo. Al termine delle 60 frecce vince Galiazzo con 589 mentre nel femminile la Valeeva ha addirittura un punto in più, 590, ma purtroppo sempre per un punto non è record del mondo. Scopriamo che Frangilli “c’è”, nella seconda parte fa il miglior punteggio con 294. Sia Valeeva che Galiazzo hanno potenziato l’arco, la prima di due libbre è arrivata a 38 mentre il secondo, che non tirava le libbre che ci si sarebbe aspettato dal suo fisico, è ora salito a 45 libbre che incominciano ad essere nella norma per un tiratore del suo livello. Sappiamo che le poche libbre del suo arco provenivano dal fatto che agganciava sulla punta delle dita, ora che da più di un anno aggancia più profondo ha incominciato a salire di potenza. Dichiara però di gestire le 45 libbre solo al 90 per cento e di aver ancora bisogno di un po’ di tempo. Negli juniores vince agli ori Andrea Grandi (Scaligeri, Verona), con 573, in lotta sino all’ultima freccia contro Anderle (Kappa Kosmos) che sarà poi il protagonista degli assoluti. Grandi ha un’azione molto fluida e rilascio breve. Nel femminile al primo anno da juniores vince Lionetti (Polisportiva del Sud, Ba) con 566 a tre punti sulla Tommasi (Pinè, Tn). Ha avuto una sola défaillance alla prima volée dopo l’intervallo con la quale ha rischiato di compromettere la vittoria che si stava delineando. Preparata dal fratello Vincenzo è una delle più regolari e costanti nei risultati sempre ai vertici nelle tre classi giovanili. Si allena con costanza quotidiana, ha un carattere stupendo che l’ha fatta diventare un punto di riferimento per le giovani delle squadre nazionali.
Nel pomeriggio parte l’Olympic Round che come sempre riserva molte sorprese. Al primo turno salta Bisiani contro Quattrocchi e la brutta posizione in classifica di Frangilli fa si che si scontri al secondo turno contro Galiazzo, pareggiano a 117 punti e poi Galiazzo passa 10 a 9. La strada sembra spianata verso la vittoria
ma in finale lo aspetta Alessandro Anderle che aveva superato tutti i turni con risultati netti. Finisce 115 a 114 per Anderle. Dice di lui Suk “Nell’ultimo anno abbiamo velocizzato l’azione e lavorato sul braccio dell’arco dove ha ora acquistato un grande controllo. È un ragazzo semplice e lineare quando gli si chiede di fare una cosa la fa subito senza fare tante domande. Mentalmente è molto più forte che nel fisico”. Renzo Ruele lo descrive come un ragazzo che sa organizzare bene lo studio con l’allenamento, dice che è uno dei pochi che fa potenziamento con i pesi e che sa gestire bene le vittorie come le sconfitte. Quando perde valuta l’accaduto per tirare fuori gli spunti su cui lavorare e migliorarsi. Negli assoluti femminili bisogna aspettare che crescano le ragazze che attualmente stupiscono nel giovanile per rendere un po’ più interessante in futuro un Olympic Round con la Valeeva. Anche questa volta non c’è storia, la Valeeva passa tutti gli scontri con punteggi attorno l’en plein e batte in finale la junior Tommasi.

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