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Partecipazione record

di Enrica Garetto - Arcieri n. 1 febbraio 2005

Un bel Campionato, un grande Campionato quello che si è svolto a Bergamo dall'11 al 13 febbraio: bello perché la sede è incomparabile, la Fiera di Bergamo ospita più di 50 paglioni sulla stessa linea di tiro, ci sono servizi di ogni genere, dalla ristorazione all'accesso bancario all'infermeria, lo spazio oltre le transenne è ampio, la luce è soddisfacente; grande perché la partecipazione di quest'anno ha raggiunto punte da record, più di 700 arcieri per il più importante evento indoor, e grande anche perché tra i partecipanti delle tre giornate erano presenti gli eroi della nostra disciplina, gli atleti che portano gloriosamente in giro per il mondo i nostri colori. L'organizzazione è stata eccellente, lo staff ha saputo coniugare rigorosa efficienza e straordinariaIn senso orario i podi assoluti dell'Olimpico maschile e femminile e Compound femminile e maschile cordialità, elemento, quest'ultimo, da non sottovalutare durante lo svolgimento di un evento di alto valore agonistico in cui l'ansia da competizione contagia tutti, dal campione all'esordiente, ed è a volte sufficiente un sorriso, un incoraggiamento silente perché si stemperi lo stress.
Tra tante luci, anche un'ombra, rappresentata dalla lentezza dell'esposizione delle classifiche intermedie: è una pecca che si evidenzia spesso durante i Campionati Italiani e non è da attribuire a mancata perizia degli addetti, quanto ai problemi che sorgono per l'inserimento in squadra dei non qualificati individualmente. Ma è stata, appunto, una sfumatura stonata in un quadro di grande professionalità offerto dagli Arcieri della Francesca in collaborazione con il Comitato regionale lombardo. E dire che il primo giorno di gara, il venerdì, aveva avuto inizio con qualche brivido: al termine dell'accreditamento risultavano assenti ancora un gran numero di arcieri e il motivo è ben presto trapelato: un incidente sulla tangenziale di Milano aveva praticamente bloccato il traffico e ne erano coinvolti molti atleti che avevano scelto di raggiungere Bergamo la mattina stessa della gara. Qualcuno ha così perso i tiri di prova e qualcuno è arrivato a gara iniziata ma, come prevede il regolamento, è stato possibile per loro il recupero di quattro volèe, esattamente quelle che avevano saltato.
E allora via alla gara, tra sguardi tirati e sorrisi stupiti, delusioni o conferme che sempre accompagnano questi eventi. Mesi di impegno, lunghe serate in palestra, controlli accurati dell'attrezzatura, esperimenti, valutazione dei suggerimenti più disparati, messa a punto finale É e poi spesso qualcosa va storto, i punti calano proprio nel momento in cui sarebbeIl podio dell'Arco Olimpico a squadre Allieviro dovuti salire e lo sconcerto è grande, ci si interroga sugli errori compiuti, si dà la colpa alla propria emotività e, com'è fortunatamente costume degli arcieri, si reagisce prontamente e ci si ripromette rabbiosamente di far meglio in futuro. Un po' di invidia però la si prova per quei cosiddetti fortunati che, guarda caso, "proprio al Campionato hanno fatto meglio del solito", fosse solo il proprio record quando non addirittura un podio inatteso.
Ma fortuna non è, e non è neppure il caso, è solo che c'è chi, anche in condizioni di forte stress agonistico, riesce a moltiplicare la propria attenzione perché è ovvio che così deve avvenire, più la gara è importante, più la concentrazione deve salire: una freccia, una gara, direbbe Pietro Suk e se il concetto così orientale ci disorienta, in realtà è davvero questo l'unico modo giusto per affrontare una disciplina come il Tiro con l'Arco dove ogni freccia è un evento a sé che nulla dovrebbe avere a che fare con quella precedente o con quella che verrà. La potenza, il talento, la passione sono tutti elementi importanti quando si pratica uno sport e si vogliono raggiungere risultati elevati, ma il campione è quello che va oltre e sa compiere un gesto ogni volta con la stessa concentrazione come se da quello solo dipendesse l'intera gara.
L'Arco Nudo, divisione a cui era dedicata l'intera giornata di venerdì, ha ormai raggiunto piena dignità nel panorama aIl podio dell'Arco nudo individuale assoluto femminilercieristico nazionale: da quando si è ampliato il numero di ammessi al campionato italiano, si è assistito ad un crescendo di interesse per uno stile che in passato era relegato ad una piccola nicchia, perlopiù di adulti; oggi assistiamo ad un incremento continuo e sempre più sono i giovani che si avvicinano alla nostra disciplina interessati proprio a questo stile. Una conferma in qualche modo della politica portata avanti dalla Federazione che ha continuato ad ampliare il numero degli ammessi al Campionato offrendo un obiettivo alla portata di molti: è vero che il livello non è ancora elevato in tutte le classi, soprattutto nelle giovanili femminili molto lavoro resta ancora da compiere, ma gli stimoli che ne sono derivati anche a tecnici e dirigenti hanno prodotto un bel risultato numerico da cui pian piano si arriva poi anche a risultati agonistici di rilievo. Ai vertici della gara di classe femminile una Luciana Pennacchi in ottima forma pareggia quasi il risultato del vincitore maschile, il giovane Giordano Cambiotti appena passato alla classe seniores, evento che non sempre, evidentemente, costituisce motivo di abbandono per i giovani, ma talora offre stimoli nuovi. Buoni come sempre i risultati tra i veterani, un po' meno brillanti le classi giovanili, soprattutto femminili, anche se conforta vedere ampliato il numero di squadre partecipanti; negli Assoluti disputati al pomeriggio. Un pubblico da grandi occasioni, cominciavano ad arrivare gli arcieri impegnati il giorno seguente, si è decisamente appassionato agli scontri che, disputati su bersagli tripli, hanno provocato qualche sorpresa, comI vincitori dell'Arco nudo individuale assoluto maschilee l'uscita ai quarti di Cambiotti ad opera di un Marino Bergna in ottima forma che va a conquistarsi un argento in finale, mentre sul gradino più alto sale Maurizio Bragagnini, meno brillante nella gara di classe rispetto allo scorso anno, ma capace di compiere un ottimo percorso a partire dagli ottavi via via fino alle finali.
Sorprese anche in ambito femminile perché la Pennacchi deve accontentarsi di un argento nella finale contro Roberta Rondini, mentre il bronzo va a Cinzia Rolle, una giovane arciera eclettica che riesce ad ottenere buoni risultati anche nella divisione compound grazie ad un controllo incredibile della propria emotività e ad una tecnica che si distingue per la sicurezza di preparazione e la potenza fluida del rilascio. Giornata positiva dunque sotto tutti i profili e grande soddisfazione per la Federazione che vede crescere anche questa divisione, numericamente e qualitativamente; peccato davvero il momento di imbarazzo serpeggiato tra i Consiglieri presenti al momento della premiazione nell'osservare che neppure i pochissimi premiati hanno la delicatezza di aspettare la fine della premiazione prima di allontanarsi dalla palestra. Il presidente Scarzella, sempre molto attento a questi particolari, ha subito trovato il modo di ovviare all'inconveniente e a partire dal giorno seguente ha chiesto ai premiati di schierarsi a fianco del podio fino alla fine della premiazione, é una pecca a cui si assiste spesso nelle nostre gare, troppo spesso gli arcieri ritirano il loro premio e se ne vanno, lasciando le ultime classi premiate a ricevere una medaglia nel deserto circostante; dovremmo inventarci il premio più bello da attribuire a sorte alla fine della premiazione, potrebbe funzionare da deterrente alla fuga.
Sabato 12 è la volta dei compound: breve cerimonia di apertura per il diritto dell'intera divisione ad un avvio in grande stile e poi ha inizio una gara giocata, nelle parti alte della classifica, sul filo di un punto o di un oro, ma alla fine la vittoria maschile, con un 589 davvero eccellente, va a Sergio Pagni, un giovane toscano che si migliora di stagio ne in stagione: quest'estate a Madrid ai Mondiali Universitari ha contribuito al bronzo della sua squadra insieme a Daniele Bauro, altro giovane talento emergente, secondo a Madrid e secondo anche a Bergamo davanti a Stefano Mazzi. Ottimi risultati anche nel femminile dove Eugenia Salvi ha realizzato un corposo 577, precedendo di un solo punto Serena Boni, giovanissima atleta e sua compagna di squadra, che ha involontariamente provocato un momento di tensione quando una sua freccia, uscita dall'arco prima della completa trazione, Il podio dell'Olimpico a squadre assolutosi è spezzata a terra lasciando la punta entro la linea dei tre metri oltre la quale la freccia si intende tirata e non può essere ripetuta; qualche malumore è serpeggiato tra chi non si è trovato d'accordo con la Commissione Unica d'Appello che ha accettato il ricorso dell'atleta e le ha permesso il recupero. A qualche punto di distanza Anna Cagnato che già quest'estate aveva dimostrato di aver ritrovato la grinta del passato. Nel pomeriggio è la volta dei più giovani, ragazzi e allievi olimpici e compound: è una bella visione d'insieme, è tutto il futuro del nostro movimento arcieristico e lo spettacolo non delude.
Nella grande maggioranza si osservano posture corrette, più nel comparto maschile che in quello femminile, là dove talora il libbraggio dell'arco non è proporzionato alla potenza dell'atleta; c'è estrema correttezza e un sufficiente controllo emotivo anche in chi si intuisce alla prima esperienza. Non è elemento da sottovalutare perchè anch'esso sottolinea una crescita in positivo operata dai tecnici, che sono sempre meno i genitori dei giovani atleti, e ciò ha giovato agli atteggiamenti più controllati in gara, oltre che naturalmente ai genitori stessi che non rischiano più di ledere la loro immagine di educatori. Non ci sono risultati eccezionali, ma il livello generale è buono, sicuramente tra questi piccoli emergeranno le nuove leve come sta accadendo da alcuni anni, le giovani promesse crescono e vanno ad incrementare la rosa dei nazionali. Così abbiamo assistito domenica alle straordinarie performance delle juniores femminili, dal 576 di Elena Tonetta al 574 di Pia Lionetti che sono ormai avviate a rappresentare l'immediato futuro della nazionale femminile; un po' meno brillanti i loro compagni juniores, forse un po' troppo pressati dai fuoriclasse seniores che anche domenica non si sono risparmiati e hanno dato vita ad uno spettacolo veramente straordinario: Frangilli, partito alla grande con un 297 che ha quasi annichilitogli avversari, è un po' calato nella seconda parte ma si è comunque aggiudicato l'oro davanti ad un Lunelli più grintoso che mai e ad un Marco Galiazzo che sta ritrovando pian piano la quiete necessaria per la sua preparazione dopo l'ubriacatura di impegni del dopo Atene. Al vertice della classifica femminile una bravissima Serena Ramacciotti che non è nuova a straordinarie prestazioni nell'Indoor, dove sa unire una forte concentrazione ad una tecnica essenziale ed efficace; davvero un peccato che non ami il Fita perché potrebbe sicuramente aggiungersi al numero di grandi atlete che ormai l'Italia può vantare. Ripete il successo nel pomeriggio conquistando l'oro anche agli Assoluti contro Jessica Tomasi, altro nome di spicco della Nazionale femminile, mentre il bronzo va a Pia Lionetti che con 115 su 120 ha ragione di Valentina Daniele, una giovane piemontese appena entrata nel circuito della nazionale dopo gli ottimi risultati di quest'estate: un podio tutto di giovani e giovanissime atlete, e questo è già da solo un ottimo risultato generale.
Sul podio maschile sale sul gradino più alto Amedeo Tonelli che, con un convincente 118, ha la meglio su un Ilario Di Buò mai domo; combattuto fino all'ultimo il bronzo che alla fine va a Francesco Lunelli dopo lo spareggio con Michele Frangilli. Anche gli Assoluti del compound veleggiano tra conferme e sorprese: Eugenia Salvi bissa il successo del giorno precedente sconfiggendo in finale Maria Stefania Montagnoni, autrice di una deludente prova di classe, ma capace di sfoderare tutta la sua grande esperienza nei momenti di più alta tensione agonistica; bronzo per Irene Franchini che ormai pare prediligere il nuovo stile e i risultati più recenti stanno confermando che la scelta è giusta. Al quarto posto si posiziona Federica Festinese, unica atleta delle classi giovanili ad aver raggiunto la finale. Il podio maschile è combattutissimo, alla fine ha la meglio Antonio Tosco che recupera le sue straordinarie doti di concentrazione e supera, ma solo al terzo spareggio, Sergio Pagni: secondo podio per lui a cui se ne aggiungerà un terzo nella vittoria di squadra. Bronzo a Pasquale Lombardi, autore di una bella prova già nella gara di classe, vicina ai suoi massimi risultati, che conferma anche agli Assoluti. C'è ancora la prova a squadre che forse è la più sentita dagli arcieri perché finisce per realizzare quello spirito di gruppo generalmente assente nelle gare che si svolgono nel resto dell'anno, e si intuisce che è una prova importante perché il tifo sale e i risultati sono davvero ad alto livello.

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