


Tre affollati giorni di gara
di Gian Carlo Casorati - Arcieri n. 5 febbraio 2002
Il Campionato Italiano si è svolto a Basiglio, alle porte di Milano, nell’ultimo fine settimana di settembre con tempo bello privo di vento che ha soffiato leggermente solo nel giorno del compound. E’ stato ben organizzato dalla Società Arcieri Milano 3, dal Comitato Regionale e da molti volontari di Società lombarde, con la formula ormai sperimentata negli ultimi anni e risultata vincente. Tutto in tre giorni sullo stesso campo, le due divisioni, le classi giovanili e seniores e i titoli di classe e assoluti. La pubblicazione delle classifiche parziali e finali è avvenuta con tempi velocissimi anche su internet dove si è potuto seguire l’evento quasi in tempo reale con commenti, fotografie e classifiche ogni tre volée. Dal punto di vista sportivo non ci sono state grosse novità, tutto è filato come da copione. Dal giovanile Olimpico continuano ad arrivare segnali che fanno pensare che potremo avere fra qualche anno, anche nel femminile, uno squadrone come nel maschile. L’allieva Maura Frigeri ha confermato che è già pronta per la nazionale superiore e molte delle più giovani, ancora nella classe ragazze, si sono battute con punteggi mai visti negli anni precedenti. Al contrario nel compound giovanile non si è visto niente di nuovo all’orizzonte. Come sempre si è assistito, in questa divisione, all’ingresso dell’Olympic Round di molti veterani e nessun giovane.
GIOVANILE
Venerdì parte il settore giovanile classe Ragazzi e Allievi, arco Olimpico e Compound, e si scopre subito che il dcampo è rivolto contro sole. Purtroppo non si poteva fare altrimenti per motivi di sicurezza: I punteggi elevati raggiunti hanno però dimostrato che l’orientamento infelice del campo, quando ci si attrezza con cappellino munito di visiera, non influisce sulla qualità dei tiri. Nella cerimonia d’apertura vengono presentati i giovani che si sono distinti negli eventi internazionali dell’anno, gli stessi che alle prime volée di questi Campionati si mettono subito in evidenza. L’allieva Bergamasca Maura Frigeri inizia con volée da 57 punti e comanda la classifica sino al termine seguita dalla trentina Tomasi e dalla pugliese Lionetti. Alle ultime volée dei 30 metri, quando la vittoria è ormai in pugno, tenta persino qualche esperimento. Poiché sale e scende un po’ troppo l’allenatore nazionale Suk le fa tirare tre frecce negli ultimi 45 secondi e persino una ad occhi chiusi. Nel maschile Allievi Mauro Nespoli di Voghera tira alla grande chiudendo con un notevole 1310. Alle sue spalle si alternano al secondo posto il veneto Tacca (1266) e Leotta (1265) di Solaro, Milano.
Nella classe Ragazzi all’inizio vari nomi si alternano nelle prime posizioni, Greco, Salvo, che in una volée a 50 metri realizza 60 punti, Moccia, Mazzi e Macalli. A metà prova si piazza saldamente in testa l’avellinese Tommaso Moccia, al suo primo anno da ragazzo e che ha già vinto a marzo gli italiani indoor, chiudendo a 1341 punti davanti a Bennati (1326). Tra le ragazze nessuna ha mai pensato di poter battere Elena Tonetta di Rovereto anche se nelle prime classifiche esposte risultava solo terza. Dopo la prima distanza disputata in sordina incomincia il suo solito carosello di record italiani eguagliati e battuti. Ai 40 metri manca il record di un punto con 338, ai 30 metri lo eguaglia e nel totale Fita con 1337 batte il suo record nazionale realizzato l’altr’anno a Grosseto. Altissimo il livello di questa classe con tanti bei punteggi e molti nomi nuovi. Dietro Tonetta si piazzano molte ragazze con punteggi che in passato sarebbero stati sufficienti per vincere il campionato. L’emiliana Elisa Torelli (1310), Carla Frangilli (1296), Fabiana Patriarca (1290) e Marzia Piantanida e Ilaria Calloni (1287).
Nel settore giovanile compound non sono molti i concorrenti. Guardando i punteggi si distinguono, nella classe Allievi, la napoletana Federica Festinese (che è anche una buona tiratrice con l’Olimpico) con 1290 e Matteo Accetta di Potenza con 1337, e nei Ragazzi Lorenzo Papini di Pescia con 1349.
COMPOUND
Il sabato è dedicato al compound per assegnare i titoli di classe e assoluti. La prova si disputa su due terreni attigui come avverrà la domenica con l’Olimpico. Con un 70 metri Round si assegna il titolo di classe che nel maschile va al siciliano Michele Palumbo (693). Gli chiediamo come fa a rimanere ad alto livello per tanti anni e risponde che ci riesce grazie al ristorante di proprietà dei genitori che gli consente di dedicarsi quasi a tempo pieno all’arco e di invitare ogni tanto, per una settimana, i migliori compoundisti americani che gli trasmettono tutto quello che sanno. Palumbo è cresciuto in Australia e non ha problemi con la lingua. Racconta di aver preso anche un metodo di preparazione mentale che lo aiuta a rimanere tranquillo per tutta la durata della gara. E’ un metodo che trasforma in positivo tutti i pensieri che passano per la mente. Racconta che buona parte della sua preparazione avviene tirando a tre metri ad occhi chiusi. Gli vediamo in faretra frecce X10 con alette in plastica montate inclinate. Chiediamo perché non monta le Spin Wing “mi porterebbero via troppo tempo per la manutenzione” risponde. Lo seguono in classifica i due toscani Stefano Mazzi e Marco Del Ministro.
Nel femminile il titolo di classe va a Elena Rossi (667) che vive a Bolzano ma è tesserata presso la Kappa Kosmos di Rovereto. Ha già vinto gli Assoluti Indoor nel 2001. Il suo allenatore Renzo Ruele dice di aver poco merito nei successi della Rossi. I risultati arrivano grazie alla tenacia e spirito vincente della tiratrice che prima di arrivare all’arco aveva praticato il tiro a segno acquisendo un’esperienza che è risultata determinante per sfondare nel nostro sport. Il suo problema è quello di non aver un campo vicino a casa per allenarsi. Attualmente sta tirando su una striscia di terreno che le ha concesso un conoscente. La seguono in classifica Stefania Montagnoni di Tarquinia e la bresciana Eugenia Salvi.
Nell’Olympic Round entrano i primi 16 del maschile e del femminile. Purtroppo nessuno junior e tanto meno allievi raggiunge il punteggio necessario, mentre entrano parecchi veterani:tre nel maschile, Beccari, Faldini, Spagni e due nel femminile, Bottazzi e Covaia. Negli scontri partono forte i due vincitori del 70 metri Round ma a tutti e due, Palumbo e Elena Rossi, succede la stessa sorte, sono eliminati al terzo turno dai tiratori che conquisteranno poi il titolo assoluto e cioè dal bresciano Fabio Benedini e dalla torinese Francesca Peracino. Benedini tira da sei anni, si dichiara completamente autodidatta ed è al suo primo importante risultato. Francesca Peracino invece non è al suo primo titolo italiano, proviene dallo Ski Arc dove anche qui ha vinto tre titoli italiani.
Con alcuni tecnici passiamo in rassegna gli archi compound dietro la linea di tiro. L’arco monocamme è molto diffuso grazie alle sue caratteristiche fra cui quella di poterlo mettere a punto velocemente. La maggioranza degli archi ha un disegno “neutro” e cioè non riflesso o deflesso. Negli “sganci” non predomina alcun modello e la scelta continua a rimanere una preferenza personale. La maggioranza delle frecce è del tipo Ace come d’altra parte nella divisione Olimpica.
OLIMPICO
Domenica è il giorno dell’arco Olimpico seniores, juniores, veterani e i primi tre allievi del Fita di venerdì. Il campo si affolla e si incontrano tra il pubblico molti ex grandi fra cui Piantelli, Tronconi, Sgarito, ecc. Nel 70 metri Round non ci sono grosse novità. Tutti i big sono irraggiungibili nei loro alti punteggi. La classifica maschile inizia con il solito risultato di livello mondiale, 680 di Michele Frangilli, dieci punti sotto di Buò, terzo il ricciuto trentino Lunelli che ogni tanto ci ricorda quando nelle classi giovanili stupiva per i suoi risultati, quarto il pugliese Casavecchia, il nazionale dal curriculum anomalo, l’unico che non proviene dalle classi giovanili, quinto Galiazzo l’unico invece delle ultime classi giovanili approdato direttamente nella nazionale superiore. Bisiani un po’ attardato è solo sesto, Parenti che è uscito dal grande giro e si allena solo saltuariamente è nono. Nei primi sedici che accedono all’Olympic Rond s’infilano con pari punteggio (634) due juniores il trentino Tonelli e il romano Croce, il veterano Bertolini che viaggia sempre con i punteggi dei migliori seniores, e per regolamento i primi tre allievi. Il migliore Nespoli si aggira però sul campo senza faretra e frecce impossibilitato a tirare per la puntura di una vespa su una mano che si gonfia. Tacca non si presenta, partecipa solo Leotta. Negli scontri il grande favorito è Frangilli che infatti passeggiando supera Panico, Parenti, Casavecchia ma nella finale va subito in difficoltà contro Di Buò e non riesce più a raddrizzare la situazione. Il bronzo va allo ionio Croce che nella sua breve carriera arcieristica è sempre stato il migliore nella sua classe di età.
Nel settore femminile non si discute Valeeva (662), in testa alla classifica del 70 metri Round, che con atteggiamenti da professionista si muove sul campo, fa stretching, tira, sale sui podi. Segue Irene Franchini che sta attraversando un buon periodo. Le novità come sempre arrivano dal settore giovanile e da una sorprendente Fabiola Palazzini che la maggior parte dei tiratori, dopo un attimo di smarrimento, scopre con l’arco Olimpico in mano. La bergamasca dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere con il compound (Oro mondiale individuale Targa) si è gettata in questa nuova avventura con molto entusiasmo e intensi allenamenti giornalieri. Entrano nell’Olympic Round due juniores e due allieve: Maffioli, Valentini, Frigeri (terza nella classifica assoluta) e Lionetti. Superano bene i primi scontri Valeeva, Franchini, Navigante e Palazzini. Nella finale Irene Franchini, che in effetti è l’unica che potrebbe contrastare Natalia Valeeva, commette un errore, una freccia nel due. Nove punti di vantaggio alla tiratrice di origine moldava tolgono ogni interesse ai rimanenti tiri. Il bronzo va alla milanese Chiara Navigante che l’impegno degli studi ha allontanato dagli allenamenti ma sa sempre venir fuori nei momenti che contano.