


Una competizione regale
Manifestazione dagli alti contenuti agonistici, in una cornice d’eccezione: la Reggia di Caserta.
Si aggiudica il Trofeo il Piemonte, davanti a Lombardia e Toscana.
di Ardingo Scarzella - Arcieri n. 4 luglio/agosto 2007
LA CLASSIFICA PER REGIONI
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Anche quest’anno è finalmente arrivata la gara per eccellenza, l’evento che più di ogni altro è atteso dagli arcieri italiani. La Coppa delle Regioni, memorial “Gino Mattielli”, rappresenta da sempre il clou della stagione agonistica nazionale.
Pur non assegnando nessun titolo di “Campione”, infatti, la Coppa richiama tutti coloro che hanno dovuto sudarsi la qualificazione e sono finalmente riusciti a vestire la maglietta della rappresentativa regionale. Forse è proprio quest’idea di partecipazione ad una squadra numerosa che affascina gli arcieri, da sempre abituati ad uno sport sostanzialmente individuale, soprattutto coloro che non hanno mai raggiunto il traguardo della maglia azzurra e per i quali vestire i colori della Regione
rappresenta uno dei riconoscimenti più alti della carriera agonistica.
La Coppa Italia rappresenta un appuntamento unico in cui si possono osservare, in un’unica occasione, ai più alti livelli, tutti gli aspetti dell’arco, dal targa, al giovanile, al campagna, il tutto condito dall’altrimenti poco diffuso rito delle finali ad eliminazione. E
per la “regina” delle gare anche quest’anno, dopo quella di Venaria, è stata doverosamente scelta una cornice “regale”. Il Comitato Regionale della Campania ha allestito l’immenso campo di gara all’interno della superba Reggia di Caserta.
Anche per quest’anno novità regolamentari nella formulazione della classifica. Il raddoppio dei punteggi bonus assegnati per le finali del campagna aveva portato, nell’edizione passata, ad una sostanziale perdita di valore dei punteggi ottenuti in gara.
La Consulta dei Presidenti Regionali ha pertanto deciso, per quest’anno, un ritorno al passato, riadeguando il valore dei bonus al punteggio del campagna, che, come noto, è sostanzialmente la metà di quello realizzato nella gara targa.
La classifica della Coppa, infatti, è ottenuta sommando i punteggi realizzati nella fase di qualifica nelle 3 gare star dai migliori atleti della regione per ogni classe e divisione; a questi vengono sommati i bonus ottenuti in base ai piazzamenti negli scontri diretti. Anche quest’anno l’organizzazione ha investito molto personale e molti sforzi per fornire in tempo reale, scontro dopo
scontro, una classifica che tenesse conto dei bonus guadagnati fino a quell’istante.
Operazione, come ovvio, complicatissima (si pensi che i dati da inserire manualmente sono più di 5.000) da svolgere in tempi molto ristretti, che ha portato ad un singolo errore nella compilazione della classifica finale per regioni. La sfortuna ha voluto che proprio quell’errore – insignificante in percentuale se si pensa che la sfida in questione si è conclusa sul livello dei 10.000 punti ed è stata falsata per un errore di soli 25
- influisse in modo determinante sul risultato finale che è stato pertanto successivamente rettificato, scambiando il terzo posto della regione Trentino con quello della Toscana.
Il primo giorno di gara, come da programma, era dedicato alla gara giovanile, qualifica al mattino e finali al pomeriggio, e alle qualificazioni della gara di campagna.
Quest’ultima ambientata nella splendida oasi del WWF a pochi chilometri dal complesso della Reggia.
La gara giovanile, disputata sulla formula del mezzo Fita, ha visto il Piemonte, Trento e Toscana come primi classificati.
Tra gli Juniores maschili vincitore della qualifica il toscano Jacopo Visibelli (623) davanti al piemontese Corbetta (616) e al veneto Dalla Zanna (615). Da notare che, in barba a chi sostiene che gli scontri diretti siano legati al caso, i primi quattro della qualifica, sono gli stessi atleti che hanno raggiunto le semifinali e si sono disputati il podio assoluto. Tra le juniores femminili eccezionale la prova della piemontese Stefania Rolle che con i suoi 631 punti realizza il miglior risultato assoluto in ambito femminile e si aggiudica anche la vittoria negli scontri. Alle sue spalle la toscana Maria Cristina Bonfigli e la ligure Sara Violi. La veneta Marta Nanut e la trentina Adele Sassi rispettivamente seconda e terza nell’olympic round.
Il trentino Luca Di Valerio (630), il lombardo Christian Sigurtà (628) e il piemontese Marco Morello (617) i primi classificati nella classe allievi maschili. Nelle finali Christian Sigurtà risale al primo posto sconfiggendo il compagno di squadra Alberto Fioroli, in una finale tutta per la Lombardia. Terzo posto per il laziale Stefano Ciambella. In un simpatico parallelismo anche tra le allieve
femminili la seconda qualificata degli scontri, la piemontese Carta Andrea Martina, alle spalle della emiliana Tania Maccaferri, arriverà in finale anch’essa contro una compagna di squadra, la piemontese Chiara Schizzerotto, riuscendo nuovamente a primeggiare.
Nella classe ragazzi, infine, nella gara maschile primo posto (con un eccezionale 681) per il piemontese Alessandro Bertolino (solo 4°, però, alla fine) davanti al pugliese Mario Dattoli (677) e al friulano Michele Merlino (675), che si spartiranno anche il secondo e terzo posto delle finali alle spalle del pugliese Alessio Lamarmora. Tra le ragazze la lombarda Paola Di Lorenzo (677) distacca abbondantemente (maggior vantaggio ottenuto da un vincitore) la piemontese Francesca Bajno e la trentina Silvia Dal Piaz e si aggiudica anche la fase finale con la friulana Debora Grillo, dimostrando una netta superiorità sulle avversarie.
Nel frattempo si era conclusa anche la fase di qualificazione del campagna, gara 12 + 12, con il Piemonte che si aggiudicava anche questa fase (1856), davanti alla Toscana (1839) e all’Emilia Romagna (1836).
Divisione olimpica maschile all’emiliano Luca Palazzi davanti all’intramontabile trentino Alvise Bertolini e al lombardo Mirco Arrighini. Nel femminile la toscana Silvia Matteucci sconfigge la siciliana Barbara Gheza e l’emiliana Giulia Gandolfi. Nell’arco
nudo maschile il solito Marino Bergna (Lombardia) è primo davanti all’emiliano Giovanni Chiossi e al veneto Franco Cabrelle. La piemontese Giuliana Comino si aggiudica la gara femminile sconfiggendo la pugliese Maddalena Zullo e la veneta Pierclaudia Marini. Tra i compound, infine, vittoria nel maschile per Pietro Della Malva sul trentino Domenico Lunelli e sul sardo Antonio Carminio.
Nel femminile la toscana Silvia Ribecai si impone sulla friulana Cecilia Chiaruttini e sulla ligure Maria Matilde Garzoni.
Scorrendo la classifica è interessante notare come nella gara di campagna, soprattutto nella divisione arco nudo, siano moltissimi gli atleti della classe veterani che hanno non solo partecipato ma anche primeggiato: un risultato forse legato alla longevità che permette questa disciplina.
Il secondo giorno di gara è dedicato ai seniores e alle finali del campagna, anch’esse disputate all’interno della Reggia. Rimandando alla lettura della classifica i risultati completi, in questa sede ci si limita ad osservare come tra le prime posizioni della classifica compaiano nomi molto noti, quali il lombardo Christian Deligant, il pugliese Mario Casavecchia, la trentina
Cristina Ioriatti e il toscano Herian Boccali, sintomo di quanto interesse riscuote la Coppa anche tra atleti che hanno già raggiunto importantissimi risultati in carriera. Vincitori degli scontri del pomeriggio:
Daniele Montigiani, Cristina Ioriatti, Claudio Capovilla e Katia D’Agostino.
Nel campagna, la fase finale ha visto prevalere il toscano Federico Gargari (OLM), la toscana Silvia Matteucci (OLF), l’emiliano Valli Claudio (ANM), la lombarda Roberta Branchi (ANF), il lombardo Giovanni Bison (COM) e la toscana Silvia Ribecai (COF).
Alla fine la vittoria finale è andata alla rappresentativa della regione Piemonte del Presidente Odilia Coccato, che con un incredibile risultato finale di 11.257 punti, ha ottenuto forse la vittoria più netta della storia della Coppa Italia.
La Reggia di Caserta
La storia della Reggia ha inizio il 28 agosto del 1750, quando Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie, acquista il territorio pianeggiante ai piedi dei Monti Tifatini, dove si trovavano un piccolo villaggio ed una torre piramidale.
Un’iniziativa che non voleva limitarsi ad edificare una reggia che competesse per splendore con quella di Versailles, ma che puntava a dare al regno una nuova capitale, lontana dal mare e dalle offese che da questo potevano venire. Una città nuova della quale il Palazzo Reale costituisse il centro propulsore ed amministrativo. Un progetto ambizioso, per il quale si rendeva necessario assumere un architetto all’altezza del compito: un architetto napoletano, di origine olandese, che stava lavorando alla preparazione del Giubileo del 1750: Luigi Vanvitelli.
Un impianto urbanistico che regge perfettamente anche oggi, a distanza di
oltre due secoli dalla sua progettazione, e che tuttora esalta la funzione
del Palazzo Reale e del suo Parco. Un risultato straordinario, uno dei
complessi più belli del mondo, pubblicizzato, tra l’altro, dalle incredibili
sceneggiature di Gorge Lucas che vi ha ambientato spettacolari scene di
Guerre Stellari - Episodio I.