


Duello a nordovest
Un appassionante testa a testa tra Lombardia e Piemonte ha caratterizzato l'edizione 2008 della Coppa Italia delle Regioni, a Varese, nel cuore della città giardino.
di Antonio Sonzini - Arcieri n. 4 luglio/agosto 2008
LA CLASSIFICA PER REGIONI
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Si è dovuto attendere fino alle ultime frecce delle ultime finali prima del verdetto definitivo.
Il Piemonte si è aggiudicato così per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia delle Regioni dopo un duello all’ultimo bonus con la Lombardia, con una classifica in continuo movimento man mano che arrivavano i risultati dai campi di gara, scanditi da Renato Doni, nella sua ormai tradizionale veste di speaker.
Quindi, Piemonte primo con 11.001 punti, Lombardia seconda con 10.924. E quei 77 punti di differenza bruciano ancora nei cuori lombardi, se si pensa ai soli 65 punti in termini di bonus che separano il gradino più alto e quello più basso del podio negli scontri diretti, proprio a dimostrazione che tutto si è giocato tra finali e semifinali.
A seguire nella classifica per regioni terza la Toscana (10.386), quarto il Lazio (9.922) e quinta Trento (9.807).
È stato sicuramente questo testa a testa il tema conduttore della manifestazione insieme all’entusiasmo costantemente manifestato dal pubblico, dagli atleti e dagli accompagnatori, nella sesta edizione, la più combattuta, del Memorial Gino Mattielli, ma altrettanto importante è stato il contesto della gara, brillantemente organizzata dalla
Compagnia Arcieri Città di Varese, affiancata, per il tiro di Campagna, dalla preziosa esperienza degli Arcieri Castiglione Olona e soprattutto supportata dal Comitato Regionale Lombardia.
Un anno mirabile per lo sport quello che sta attraversando Varese in questo 2008. E tra i campionati italiani assoluti di sciabola e i mondiali di ciclismo
il cuore sportivo varesino è stato tutto per l’arco e per gli atleti da tutta Italia chiamati a cimentarsi in una delle gare più importanti del calendario nazionale,
quella che meglio esprime lo spirito di squadra in una disciplina essenzialmente individuale. «Posso dire di essere estremamente felice di constatare
che Varese ha visto la partecipazione di tutte le squadre regionali, fin dalla cerimonia di apertura», ha commentato Mariangela Casartelli,
presidente della società ospitante e del Comitato Provinciale Fitarco, «ma soprattutto che, anche in questa occasione, abbiamo avuto la conferma
che, al di là dell'esistenza di otto società di tiro con l'arco, il Comitato Provinciale esprime un'unica vocazione sportiva e un senso di appartenenza a
questo principio da parte di tutti. Infatti, rappresentanti di almeno sei società hanno dato il loro contributo alla riuscita di questa bella e importante
manifestazione nazionale. Sono certa che il futuro riserva alla Provincia arcieristica di Varese altre sfide e soddisfazioni: ci sono le location, ma soprattutto
c'è la gioia di costruire insieme».
Tutti presenti, quindi, alla sfilata iridata che ha attraversato scenograficamente i Giardini Estensi voluti nel 1766 da Francesco II d’Este sul modello di
Schönbrunn. In un tripudio di colori le 21 squadre sono state accolte dai due sindaci delle città ospitanti, Attilio Fontana di Varese e Giuseppe Battaini
di Castiglione Olona, dopo un tocco folkloristico dato dai canti e dalla danze del Gruppo Bosino. Le due prove di tiro alla targa si sono svolte sul
campo sportivo Bellorini, incastonato tra le Prealpi e il lago, con la sequenza dei bersagli ai piedi del Campo dei Fiori e del Sacro Monte, dichiarato dall’Unesco
patrimonio dell’Umanità.
Un percorso molto tecnico, invece, impegnativo, denso di difficoltà di tiro e di valutazione quello disegnato dagli arcieri di Castiglione Olona: è stato
unanime il giudizio degli atleti conquistati dalla gara e dal contesto nella Terza gara star, dedicata al tiro di campagna. La competizione si è dipanata
con intensità agonistica e partecipazione emotiva nel cuore di uno dei tanti tesori della provincia di Varese diviso tra le perle rinascimentali del borgo e
le gemme ambientali del Parco Rile Tenore Olona. Dopo la prima giornata di gare a prevalere su tutti era la Lombardia con 6.788 punti, soprattutto grazie
alla prestazione nell'Olympic round nel Tiro alla targa delle classi giovanili (1.185 punti) e in quella del Tiro di Campagna (1.930 punti). Al secondo posto si
piazzava il Piemonte con 6.600 punti e al terzo la provincia autonoma di Trento con 6.409 punti. A secguire Toscana, Veneto, Lazio e Friuli Venezia Giulia.
Al termine, sempre sul campo di Varese, si sono svolte le premiazioni delle classi giovanili alla presenza delle autorità federali e dell'assessore ai Lavori pubblici
del comune di Varese Gladiseo Zagatto.
A segnare la classifica in questa prima giornata sono stati i primi posti nelle classi giovanili di Andrea Anzolin, Veneto (JM con 625 punti), sconfitto
in finale negli scontri diretti da Federico Moretti, Lombardia; Sara Violi Liguria 1(JF con 599 e vincitrice anche dell'OR); Marco Morello Piemonte (AM
con 651 punti e vincitore dell'OR) Silvia Gobbi Trento (AF con 632 punti), caduta negli scontri diretti dove ha vinto Serena Begliomini, Toscana; Samuel
Cavallar, Trento (RM 674 punti), che si è aggiudicato anche l'OR; Elena Scursatone, Piemonte (RF con 654 punti) che ha lasciato il gradino più alto
del podio nell'OR a Silvia Dalpiaz, Trento.
La prima giornata di gara sul Campo di Campagna ha visto invece la vittoria di Luca Palazzi, Emilia Romagna (OLM 343), Anna Botto, Piemonte (OLF
290), Luigi Dragoni, Lombardia (COM 399), Roberta Telani, Emilia Romagna (COF 362), Marino Bergna, Lombardia (ANM 333), Chiara Bertoni, Lombardia
(ANF 262).
La seconda giornata era dedicata alle finali del tiro di Campagna e alla Prima Gara Star, un Fita 72 per i seniores, seguito nel pomeriggio dall'Olympic
Round.
Sono i risultati del Tiro alla targa seniores a riaccendere le speranze piemontesi, a fine mattinata il divario delle due squadre si era ridotto a 143 punti:
Lombardia 9.339, Piemonte 9.196. Nell'Olimpico seniores maschile all'uno-due toscano di Paolino Fubiani (629) e Nicola Tessitore (626) aveva risposto
il Piemonte con Pietro Castelli (617) e Federico Panico (616); a qualche lunghezza i lombardi Francesco Fogli (quinto con 609 punti) e Christian Deligant
(ottavo con 601).
Il duello a Nordovest si era riproposto nell'olimpico femminile con la piemontese Laura Barale (626), davanti alla Lombarda Ilaria Calloni (619).
Nel Compound Maschile davanti a tutti la Sicilia con Daniele Bauro (691), seguito dal piemontese Vincenzo Ciampolillo (686) e terzo Claudio Capovilla
(686, Bolzano). Nel Compound femminile era invece la piemontese Francesca Peracino (667), seguita da Iosé Fontana di Trento (666) una delle numerose
master nella parte alta della classifica, a testimoniare la longevità sportiva delle discipline arcieristiche.
Giusto il tempo di scorrere la classifica che giungono dal campo di Campagna i risultati degli scontri diretti, che ristabiliscono le distanze tra le due regioni
capofila: Lombardia 10.194, Piemonte 9.901. Nelle finali per l'oro tra gli Olimpici maschili Giuliano Palmioli (Marche) ha prevalso su Federico
Gargari (Toscana), nell'Olimpico femminile Veronica Pelvio (Liguria) su Giuliana Granata (Lazio), nei Compound maschili Pietro Della Malva (Puglia)
su Luigi Dragoni (Lombardia), nel Compound femminile Roberta Telani (Emilia Romagna) su Elena Crespi (Lombardia), nell'Arco nudo
maschile Sergio Massimo Cassani (Liguria) su Marino Bergna (Lombardia) in una finale tutta master, che per altro rappresentavano più della
metà dei partecipanti, nell'Arco nudo femminile, infine, Cinzia Rolle (Piemonte) su Chiara Bertoni (Lombardia).
Il successo lombardo pagava però lo scotto di troppi primi posti dei lombardi tramutatisi in argenti negli scontri diretti: quella manciata di punti
bonus lasciati sul campo di Castiglione si sarebbero rivelati decisivi nella classifica finale.
Un pomeriggio tutto all'insegna delle maglie verdi piemontesi che tentavano la scalata a quei 293 punti di distanza dalla Lombardia.
Le prime preoccupazioni per la squadra ospitante sono venute dall'eliminazione al primo turno di nomi importanti come l'Olimpico maschile Christian
Deligant e la Compound femminile Alessia Foglio. Il resto della squadra ha fatto il suo dovere fino allo scontro tutto in famiglia per il bronzo
nell'Olimpico femminile tra Ilaria Calloni e Tatyana Tikhomirova, in cui ha prevalso la prima.
A questo punto tutto dipendeva esclusivamente dagli atleti piemontesi e i risultati non si sono fatti attendere, anche se dapprima c'è qualche titubanza
nella finale Olimpico maschile con piemontese Federico Panico ha dovuto cedere il passo al master friulano Salvatore Borraccia. Poi nell'Olimpico
femminile Laura Barale (Piemonte) su Irene Franchini (Lazio), nel Compound maschile Daniele Bauro (Sicilia) prevaleva su Campea (Lazio), e nel
Compound femminile Francesca Peracino (Piemonte) su Maria Stefania Montagnoni (Lazio).
…E tanto è bastato per assegnare la Coppa.