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Piani di rilancio giovanile

di Gian Carlo Casorati - Arcieri n. 6 dicembre 2003

Quest’anno la Fitarco ha attuato due piani per rilanciare il settore giovanile. Il primo per premiare l’incentivazione numerica di tutte le divisioni con una serie di tabelle che prendono in considerazione le partecipazioni a gare, a eventi nazionali, ai Giochi della Gioventù, ai podi, ecc. ecc., il secondo costituito da questa Coppa per premiare esclusivamente la specialità olimpica. Questa Coppa è stata organizzata per constatare quante sono le Società che lavorano nel giovanile e per capire come lavorano i Centri CAG-CAS sul territorio nazionale. E’ una manifestazione rivolta esclusivamente all’arco olimpico perché la Fitarco ha bisogno di giovani che tirino con questo arco, così come ha bisogno di tiratrici che in Italia scarseggiano dal seniores a tutte le classi giovanili. Una norma del regolamento di questa manifestazione rende infatti obbligatoria in ogni squadra societaria la presenza di almeno due giovani tiratrici.
Il Regolamento però, considerato sperimentale, ha già evidenziato alcuni punti che in futuro probabilmente saranno modificati.
La manifestazione è iniziata con la stagione indoor per cui le Società con un Centro CAG-CAS hanno cercato di qualificarsi per la fase finale che si è svolta a Basiglio (Milano).
Per qualificarsi era necessario disputare due o più indoor con la squadra giovanile e sommare i punteggi dei 6 migliori componenti, scelti secondo una certa regola, realizzati nei due migliori indoor. Ogni squadra doveva essere formata con non più di due tiratori della stessa classe, con almeno due tiratrici e con l’esclusione dei nazionali.
All’inizio si era stabilito che avrebbero partecipato alla Finale Nazionale le migliori venti squadre, La finalissima: Arcieri del Sole contro Arcieri del Piavema alla fine si sono iscritte e hanno partecipato solo undici, un po’ per la novità della manifestazione e un po’ per la defezione di alcune Società del Centro sud che non hanno affrontato la trasferta.
Le undici squadre sono state divise in due gruppi, il primo ha tirato sabato pomeriggio, il secondo domenica mattina.
Hanno disputato un indoor a 18 metri. Le prime otto squadre classificate hanno disputato, domenica pomeriggio, l’Olympic Round. Ogni squadra era composta da cinque o sei elementi, sempre con la regola di non più di due della stessa classe e almeno due tiratrici, ma sono stati sommati solo i punteggi dei migliori cinque. Oltre alla classifica a squadre è stata pubblicata una classifica individuale con relativa premiazione.
L’Olympic Round ha determinato la classifica finale, in quanto le prime 4 squadre beneficiavano di un bonus che si sommava al punteggio realizzato: 80 punti alla prima squadra, 60 alla seconda, 40 alla terza, 20 alla quarta. Le regole dell’Olympic Round sono state adattate alle squadre formate da cinque componenti.
Ogni scontro avveniva sempre con tre componenti ma per le squadre che sono arrivate a disputarsi i podi si è reso obbligatorio far tirare tutti e cinque i componenti con almeno tre frecce ciascuno. I bersagli per gli scontri non erano quelli tagliati dopo il sei (Vegas) ma quelli interi. Per tutto il resto vigeva la classica regola del tre. Tre minuti per ogni squadra, tre frecce per ogni tiratore, tre bersagli per ogni squadra, tre volée per ogni turno.
Le otto squadre che si sono qualificate a disputare l’Olympic Round sono state nell’ordine: gli Arcieri del Sole di Solaro (Milano), una delle Società più famose per l’alto numeri di giovani dalle vistose divise gialle che da anni salgono sui podi ai Campionati Italiani. Gli Arcieri del Piave di Belluno, storica Società giovanile che da sempre fornisce con i suoi migliori elementi le squadre nazionali. Iuvenilia di Torino altra grande realtà giovanile, di recente nascita, molto ben organizzati e anche loro sempre presenti sui podi ai vari Campionati. Gli Arcieri Monica di Gallarate, Le prime 3 squadre classificate: Arcieri del Sole, Piave e Iuveniliala Società dei Frangilli, conosciuta per la qualità piuttosto che la quantità. Gli Arcieri di Pinè del Trentino, la Società che ha vinto più di tutte, l’unica che ha superato già da qualche anno i cento Titoli Italiani. Arcobussero di Bussero (Milano), l’ultima nata e difatti tirava con due giovanissimi nella classe ragazzi, ma già con un eccellente Albo d’Oro. Gli Arcieri dell’Ortica, di Novellara (Reggio Emilia), anche loro molto conosciuti e sempre presenti a tutti i Campionati.
Ed infine all’ottavo posto gli Arcieri del Torrente di Parma.
Passano al primo turno gli Arcieri del Sole, Piave, Iuvenilia e Pinè. Questi due ultimi si scontrano per il terzo posto, finiscono alla pari e pareggiano in ben due spareggi fin quando al terzo prevale Iuvenilia. Gli Arcieri del Piave e del Sole che arrivano alla finalissima, per il primo e secondo posto, si vengono a trovare in una strana situazione.
Gli Arcieri del Piave vincendo lo scontro guadagnano il bonus di 80 punti mentre a quelli del Sole vanno 60 punti. Venti punti di differenza, proprio gli stessi che gli Arcieri del Sole avevano di vantaggio nella classifica al termine dell’indoor. Bisogna quindi spareggiare con una sola freccia per tiratore. Tifo infernale e la Coppa va agli Arcieri del Sole.
La finale si è disputata come dicevamo a Basiglio nel signorile Palazzetto dello Sporting Club che sorge tra le moderne costruzioni di Milano Tre. L’organizzazione impeccabile ha fatto correre veloce la manifestazione guadagnando persino sul tempo previsto. Le classifiche pubblicate ogni cinque volée finivano direttamente anche sul sito Fitarco con centinaia di fotografie. Ma il momento più bello per tutte le Società presenti è stato quello della consegna degli assegni, previsti nel regolamento in base ai piazzamenti, avvenuta durante la premiazione.

CONSIDERAZIONI

Abbiamo notato che questa manifestazione nata per promuovere l’agonismo ha evidenziato che molti Centri CAG-CAS fanno solo raccolta di ragazzini che non partecipano a gare perché non sono competitivi. Giustamente questa Coppa è nata per finanziare i Centri che lavorano seriamente e serve da stimolo per quelle Società che compiendo un passo in più diventerebbero competitive. E’ stata giustamente inserita nel periodo invernale perché all’aperto ci sono già tante manifestazioni e poi nel periodo invernale le Società entrano nelle scuole. La partecipazione è stata al di sotto delle aspettative oltre ai motivi che abbiamo
già elencato, pensiamo anche per la severità del regolamento. Ma proprio questa severità farà attrezzare il prossimo anno quelle Società che non hanno potuto partecipare per mancanza di giovani tiratrici. Probabilmente bisognerà riequilibrare in futuro le squadre per evitare di vedere squadre con troppi “grandi” contro squadre con troppi “piccoli”.
Bisognerà inoltre cercare di organizzare questa Coppa in una sola giornata, la domenica, per limitare le spese di trasferta, cosa fattibile aumentando il numero dei paglioni.
L’Olympic Round che abbiamo sempre considerato una lotteria perché i punteggi realizzati con poche frecce sono troppo aleatori, questa volta ci è piaciuto. Non determinava la vittoria finale ma solo un bonus di punti che si aggiungevano ai punteggi realizzati con le 60 frecce. E’ un’idea da tenere in considerazione.
Pensiamo che quasi nessun ragazzo avesse mai disputato l’Olympic Round a squadre, sono stati sufficienti cinque minuti di spiegazione, nessuno ha sbagliato, non si è visto un richiamo degli arbitri, nessuno si è fatto “bruciare” una freccia. Pensiamo che questa manifestazione possa avere in futuro un grande successo, i giovani tiratori, il pubblico, i tecnici, tutti l’hanno accolta con grande entusiasmo.

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