


La forza del reclutamento
di Enrica Garetto - Arcieri n. 4 2004
La bella via Etnea, che attraversa maestosa ed elegante il centro di Catania, in un sabato di fine giugno è stata invasa improvvisamente da un corteo vociante e coloratissimo, preceduto da un gruppo di abilissimi sbandieratori e festeggiato da ogni strada e da ogni balcone con tanto calore e con tanto entusiasmo: così i siciliani hanno accolto i piccoli arcieri provenienti da tutte le regioni d’Italia (nessuna esclusa, era presente anche una delegazione da San Marino) per affrontare forse la prima esperienza importante della loro carriera arcieristica.
I Giochi della Gioventù rappresentano uno degli eventi più importanti dell’attività federale, non tanto per i risultati agonistici, quanto per il significato che hanno assunto via via nel corso degli anni: sono infatti divenuti lo specchio dello stato di salute della nostra disciplina. Il fatto che ormai siano presenti all’appello ogni anno tutte le regioni e che aumenti continuamente il numero delle regioni che riescono a portare la squadra completa la dice lunga sia dell’aumento degli iscritti delle classi giovanili in tutta Italia, sia dell’interesse che per questi giovanissimi nutrono ormai tutti i Comitati regionali. Certo solo una piccola parte dei piccoli atleti che partecipano ai Giochi continueranno nell’attività intrapresa, ancor meno saranno quelli che diventeranno dei campioni, ma indubbiamente il vivaio giovanile del nostro paese cresce sempre di più ed è logico sperare che proprio attraverso i grandi numeri finiscano per evidenziarsi anche i grandi talenti. Sembra ormai lontano il tempo in cui invidiavamo il bacino di una nazione come la Corea e ci sembrava che mai avremmo potuto ambire ad allargare anche solo minimamente il nostro orizzonte, soprattutto in ambito femminile dove la presenza si faceva ancora più ridotta. Oggi cominciamo a sentirci più competitivi a tutti i livelli, i numeri e i risultati non ci danno ancora ragione ma il divario si assotiglia. Il Tiro con l’Arco comincia a vedersi, a praticarsi un po’ dovunque, le scuole chiedono i nostri interventi e le nostre gare giovanili sono frequentatissime; e il settore femminile cresce per numeri e per risultati, le nostre giovani atlete spadroneggiano anche in campo internazionale e il futuro non ha più i contorni sfumati di una nicchia ignota ai più.
I 187 piccoli atleti presenti a questa fase finale dei G.d.G. sono stati una bella conferma di un ambiente preparato a loro misura: seri, attenti, corretti, tutti rigorosamente con archi di basso libraggio, accompagnati da tecnici chiaramente all’altezza di un compito tanto delicato, al massimo un po’ confusi da qualche genitore più agitato di loro, consci di affrontare un evento importante, ma anche pronti a godere dell’opportunità di confrontarsi, di vivere nel gruppo, di apprezzare l’esperienza di un’avventura straordinaria. E la Sicilia si è fatta in quattro per accoglierli con calore, finalmente un evento nazionale per questa splendida terra troppo spesso penalizzata dalla sua posizione geografica.
Ma certo nessuno ha rimpianto il lungo viaggio, per taluni aggravato dai ben noti intralci ferroviari, perché a Viagrande, dove si è svolta domenica la gara, tutto era perfettamente organizzato, efficienza e tempestività hanno garantito uno svolgimento rigoroso e veloce, il caldo ha dato tregua con una leggera brezza e la vista dell’Etna sbuffante garantiva uno spettacolo nello spettacolo. La società Apple Club San Gregorio, organizzatrice dei Giochi, non ha lasciato nulla al caso o all’improvvisazione e tutti i giovani atleti con i loro tecnici hanno ricevuto un’ospitalità degna di un grande evento internazionale.
La vittoria è andata alla regione Lombardia che ha preceduto di poco il Veneto e la Campania, ma sono stati premiati anche individualmente gli atleti delle varie classi elementari e medie: livello decisamente buono, che cresce anno dopo anno, posture corrette, tecnica accurata sono stati gli elementi qualificanti della competizione. Alla premiazione il presidente Mario Scarzella, che era presente con il vicepresidente Paolo Poddighe e le autorità cittadine, si è congratulato con i vincitori e ha augurato loro di continuare questo cammino sportivo verso grandi mete, senza perdere di vista tutti i valori di correttezza e di onestà che sono alla base di ogni crescita non solo sportiva, ma soprattutto umana.