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Il futuro nei vostri archi

A Poggibonsi, di fronte ad una tribuna gremita, ottime prove da parte dei giovani arcieri

di Ardingo Scarzella - Arcieri n. 3 maggio/giugno 2007

LA CLASSIFICA PER REGIONI
    punti
1 LOMBARDIA 5165
2 TOSCANA 5153
3 VENETO 5147
4 PUGLIA 5102
5 PIEMONTE 5020
6 SICILIA 4968
7 LAZIO 4952
8 EMILIA ROMAGNA 4951
9 CAMPANIA 4885
10 LIGURIA 4715
11 FRIULI VENEZIA GIULIA 4681
12 TRENTO 4541
13 CALABRIA 4454
14 MARCHE 4351
15 SARDEGNA 4031
16 ABRUZZO 3692
17 UMBRIA 3638
18 BASILICATA 3314
19 BOLZANO 3002
20 VALLE D'AOSTA 2979
21 MOLISE 1961
Il podio della Fase Nazionale dei Giochi della Gioventù. Oro per la Lombardia, argento per la Toscana e bronzo per il Veneto
Il podio della Fase Nazionale dei Giochi della Gioventù.
Oro per la Lombardia, argento per la Toscana e bronzo per il Veneto.

Venticinque chilometri a nord di Siena; lunghi filari di alberi, colline verdi e casolari con la loro aria di essere lì sin dall’inizio dei tempi. È il paesaggio della Toscana, regione dal fascino e dall’accoglienza tra le più belle del mondo.
Poggibonsi (Podium Bonitii: Poggiobonizio) “bilico della provincia Toscana”, come la definiva Giovanni Villani nella sua Cronaca del 1300, situata nell’Alta Valdelsa alla confluenza delle principali vie di comunicazione che attraversano la Toscana, l’apparenza può sembrare solamente una città moderna ed invece offre opere d’arte ed antichi monumenti di grande valore ed interesse.
Le sue origini sono antichissime, la tradizione la vuole fondata dai soldati in ritirata di Catilina, sconfitto da Petreio nella battaglia di Piteccio presso Pistoia nel 62 a.c., tracce certe sono costituite da ritrovamenti Tardo Romani, Longobardi e Carolingi sulla collina di Poggiobonizio. Nell’Altomedioevo la presenza dell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Poggio Marturi portò alla crescita, con funzioni di centro commerciale, del borgo di Marturi, corrispondente all’attuale area del centro storico intorno alla Collegiata. Il borgo ebbe subito un certo rilievo economico e politico, tanto che nella Pieve di S. Maria Assunta la contessa Matilde di Canossa nel 1078 e nel 1103 tenne le adunanze dei propri vassalli durante le quali emanò numerosi editti. Nel 1155, per volere di Guido Guerra dei Conti Guidi, si iniziò a costruire un insediamento fortificato sul poggio di proprietà del nobile Bonizzo Segni, dove nei secoli precedenti erano sorti anche gli insediamenti Tardo Romani, Longobardi e Carolingi. Il nuovo castello venne chiamato Poggiobonizio e ben presto diventò una vera e propria città, come confermano i risultati degli scavi archeologici in corso.
Questa la cornice della Fase Nazionale dei Giochi della Gioventù, disputata il 27 maggio. Edizione caratterizzata da una importante novità regolamentare: da quest’anno, infatti, le rappresentative regionali sono composte da 12 atleti. Ai 2 giovanissimi maschili, 2 femminili ed un rappresentante maschile ed uno femminile per ogni classe d’età, corrispondente rispettivamente alla prima, seconda e terza media, quest’anno si sono aggiunti altri due ragazzi, l’atleta maschile e quello femminile che hanno realizzato il miglior punteggio durante la fase invernale dei giochi.
Lo Stadio di Poggibonsi ha saputo accogliere nel migliore dei modi l’edizione, che per il motivo suddetto, è stata caratterizzata dal maggior numero di partecipanti nella sua storia. Il campo di gara, allestito ottimamente da uno staff numeroso e ricco di entusiasmo, ha offerto uno splendido spettacolo, con una linea di tiro di sessanta paglioni piena di ragazzi tra i dieci e i quattordici anni. Per tutti coloro che amano il tiro con l’arco è stata un’immagine da togliere il fiato.
Il tutto condito dall’assenza totale di ogni accompagnatore non autorizzato. Il regolamento dei Giochi, approvato dalla Consulta, prevede, infatti, che possano accedere al campo di gara, oltre agli atleti, esclusivamente il Presidente Regionale ed un tecnico ogni sei partecipanti.
L’organizzazione di Poggibonsi ha rispettato in modo inflessibile questo aspetto regolamentare, con il risultato che, forse per la prima volta, non si sono scorti sul campo soggetti estranei.
Oltre alla maturazione degli atleti, che per una volta si trovavano a dover fare a meno “della mamma e del papà”, questa scelta ha offerto anche l’inconsueto spettacolo di una tribuna stracolma di tifosi che, pur da una certa distanza, hanno seguito la gara e la premiazione con un entusiasmo veramente inusuale per le nostre manifestazioni.
Passando ai risultati della gara, la vittoria per regioni è andata alla Lombardia che è tornata al successo come nell’edizione del 2005 ad Arco di Trento. Il trionfo dei lombardi è sicuramente di altissimo profilo, in quanto conseguito da una squadra fortissima e molto equilibrata: pur in assenza di vittorie individuali, infatti, il punteggio complessivo ottenuto – 5165 – rappresenta la media di più di 430 punti per atleta, risultato impensabile fino a qualche anno fa, quando i vincitori superavano di poco la media dei 410.
Eccezionale anche il risultato conseguito dai padroni di casa: i tre primi posti di Samuele Tofanari, Damiano Ciraci ed Emanuele Magrini hanno consentito alla Toscana di arrivare a soli 12 punti – solo un punto per arciere – dai vincitori e conquistare uno splendido secondo posto. Terza piazza per il Veneto, anch’esso vicinissimo a solo sei punti dalla medaglia d’argento. Scende dal podio invece il Piemonte detentore del Trofeo conquistato l’anno scorso a Reggio Calabria, solamente quinto in questa edizione alle spalle di una ottima Puglia.
La sfida più entusiasmante ed equilibrata tra le regioni, comunque, si è dimostrata quella tra l’Emila e il Lazio, conclusasi alla fine a favore di quest’ultima con un solo punto di distacco (4952 a 4951). Lo stesso equilibrio tra le regioni si è riproposto anche in ambito individuale, dove in ben due casi la vittoria finale è stata ottenuta con un ridottissimo scarto: 2 soli punti hanno infatti diviso la friulana Debora Grillo dalla rappresentante delle Marche Francesca Monzoni, nelle ragazze anno 1993, ed il pugliese Mario Dattioli dall’emiliano Nelson Ferrarini, nella categoria Ragazzi 1993. Proprio questi ultimi, tra l’altro, così come il vincitore della classe Giovanissimi, il toscano Emanuele Magrini, hanno superato i 460 punti, poco meno della media dei 29 punti a volée, risultato di eccezionale valore.
Anche nella classe 1994 ottimi i risultati dei vincitori, il già citato toscano Samuele Tofanari (457) e la siciliana Eleonora Sardella (451). Nella classe 1995 ancora un toscano Damiano Ciraci (443) si è imposto sul lombardo Andrea Maran, mentre nel femminile vittoria per l’emiliana Laura Delsante (439) sulla siciliana Alessia Napolitano.
Nei giovanissimi maschili, assegnato l’oro al toscano Emanuele Magrini (splendido 461), si è assistito ad un equilibrio risoltosi solo all’ultima freccia con tre atleti – il laziale David Pasqualucci, il toscano Luca di Giusto e l’umbro Luca Paragoni - racchiusi in soli due punti.
Maggiori scarti nel femminile, dove la friulana Federica Santoro (456), grazie ad un eccezionale 230 realizzato nella seconda parte, ha superato la lombarda Lucilla Boari (448), prima a metà gara, e l’altra friulana Nicole Comelli (441).
Si è conclusa con la premiazione e i discorsi di rito una manifestazione veramente ben organizzata e baciata anche dalla fortuna: la pioggia che incombeva sul campo ha risparmiato, salvo qualche breve scroscio, i piccoli atleti, che hanno potuto così dare il meglio.
Come sempre le finali nazionali hanno rappresentato uno dei momenti più importanti della stagione agonistica. I giovani arcieri hanno potuto vivere un’esperienza indimenticabile: la trasferta con la rappresentativa racchiude, infatti, momenti di socializzazione molto importanti. Per tanti ragazzi è attesa quasi come la “gita” scolastica, offrendo la possibilità di stare in compagnia e di affrontare un viaggio in posti sovente molto lontani da casa.
Qualche comitato, distanza e tempi permettendo, offre sempre ai suoi ragazzi la possibilità di unire al momento agonistico anche qualche interessante visita turistica. Molto gettonata in questa occasione la meravigliosa San Gimignano, poco distante. Per i giovani atleti sicuramente un valore aggiunto che rende ancora più desiderata e ricercata la qualificazione, con tutte le ricadute positive che ben si possono immaginare.
Dal punto di vista più strettamente agonistico, invece, la possibilità di confrontarsi con i coetanei di altre regioni ha una forte valenza: troppo spesso i giovani finiscono per accontentarsi dei risultati ottenuti quando sono sufficienti per primeggiare “in casa”. Scontrarsi con coetanei che hanno raggiunto un livello più alto non può che essere uno stimolo a migliorarsi.

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