


Boom di tesseramenti giovanili in Lombardia
di GIAN CARLO CASORATI - Arcieri n. 3 giugno 2005
Esattamente vent’anni fa (nel 1985) l’allora presidente della Fitarco, Ignazio Bellini, al ritorno da un viaggio in Corea usava stupire gli interlocutori raccontando cosa avesse visto una mattina dalla finestra dell’albergo: una lunghissima fila di paglioni, nel sottostante campo, con oltre 200 piccoli arcieri che si preparavano a disputare una gara regionale. Un racconto che aveva del fantastico e serviva a spiegare come l’Italia non avrebbe mai potuto competere contro le potenze arcieristiche che partivano da quei presupposti. Un racconto che oggi non sortirebbe alcun effetto.
Stiamo
vivendo un momento di crescita come mai era avvenuto nella storia della
Fitarco e sull’onda di questo trend positivo, la Lombardia ha toccato nel
tesseramento dei giovani vertici inaspettati. Infatti, la grandiosa finale
regionale dei Giochi della Gioventù ha superato, come numero, persino la
finale nazionale.
Le prime avvisaglie, di qualcosa di straordinario, c’erano già state alle
fasi Comunali e poi Provinciali. La fase provinciale, che ormai per
tradizione si svolge a Bussero, presso l’omonima Società giovanile, aveva
già raddoppiato il numero dei concorrenti, rispetto all’anno precedente, con
oltre 120 iscritti che hanno costretto a tre turni al chiuso. Ma è stato il
Regionale a esplodere per numero di partecipanti. 235 concorrenti a fronte
dei 130 dell’anno precedente. Un exploit che ha costretto ad un turno al
mattino, per le scuole elementari, ed uno al pomeriggio per le medie. La
sede è stata quella dello Stadio di Vigevano, dotato di adeguati parcheggi
auto, tribune all’ombra per parenti e pubblico ed un’organizzazione
impeccabile della locale Società Arcieri Torre Bramante, tra le migliori per
allestire grandi manifestazioni arcieristiche giovanili.
Non c’è stata solo quantità ma anche qualità. Gare tiratissime in tutte le classi con nomi che si alternavano ai primi posti. Ragazzi e ragazze con visi tesi, per agguantare la finale nazionale, che neanche al fischio di chiusura si sono rilassati. In alcuni casi si è dovuto aspettare la premiazione per conoscere il conteggio degli ori dei pari punti.
Abbiamo chiesto al presidente del Comitato Regionale Lombardo, Francesco Mapelli, una spiegazione di questa eccezionale crescita: “Neanch’io mi aspettavo 235 giovani tiratori. Stiamo finalmente raccogliendo il frutto di otto anni rivolti al giovanile con ogni tipo di iniziativa.
Da anni entriamo sistematicamente negli Istituti Scolastici, nelle scuole elementari e medie, dove abbiamo scoperto che l’arco è uno sport apprezzato e che piace molto.
Tutti gli anni organizziamo poi, con sempre maggior successo, uno stage estivo per i ragazzi che ora provengono anche da altre Regioni. Alla base di questo boom ci sono però due cose: la medaglia d’oro olimpica di Galiazzo e il grande lavoro di tutte le Società. Per la prima volta si è vista a questa finale la presenza di tutte 11 le Province lombarde”.
Per quanto riguarda le Società. che si sono distinte non si sono invece
viste novità. Si sono spartiti i dieci posti, disponibili per la finale
nazionale, le solite Società. Tre al Cam di Frangilli, tre ad Arcobussero,
due agli Arcieri del Sole, uno all’Every di Milano e uno a Cucciago a
dimostrazione che si sono ormai formate scuole, all’interno delle Società
con orientamento giovanile, che riescono a portare velocemente i ragazzi ad
ottimi livelli. Da sottolineare il perpetuarsi della curiosa controtendenza
di Arcobussero. In uno sport dove la maggioranza è formata da tiratori
maschi, questa Società continua a viaggiare sin dalla nascita nel senso
opposto, con tutti i risultati inspiegabilmente raggiunti con le ragazze.
Anche questa volta si è portata a casa tre primi posti femminili. Si sono
poi visti, per la prima volta, parecchi Club che mai si erano occupati dei
giovani. I grandi numeri li hanno fatti proprio queste Società.