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UN’AVVENTURA PARTITA DA LONTANO

Nel 2000 il C.R. Lombardia organizzò il primo stage estivo aperto ai giovani arcieri della regione.
Un’esperienza fruttuosa da prendere come esempio

di Marco Ferrari - Arcieri n. 6 novembre dicembre 2010

Correva l’anno... Si dice così parlando di “tanto tempo fa”, e proprio di questo si tratta, pensando all’ormai scorso secolo ed ai punteggi dei giovani cui ci si era abituati, ormai divenuti quasi ridicoli.
Era infatti il 1999 quando il presidente del C.R. Lombardia Francesco Mapelli, reduce da una brillante affermazione della regione ai Giochi della Gioventù Nazionali di Marina di Massa (squadra con, tra gli altri, ragazzi dai nomi di Mauro Nespoli e Carla Frangilli), cominciò a pensare a stages estivi aperti a tutti i giovani arcieri della Lombardia.
Ma, da dove cominciare?
Il primo passo fu di rivolgersi a chi già ne aveva svolti con successo, allo scopo di convincerli ad aprire le iscrizioni a giovani di altre Compagnie lombarde; gli Arcieri del Sole di Antonio Pietra, Antonio Leotta e del compianto Roberto Ascenzi, già affermati a livello nazionale proprio nel settore giovanile, accettarono la sfida.
Nacque così, nell’estate del 2000, il cosiddetto “numero zero” svoltosi a Druogno. L’esperienza fu positiva e si decise di proseguire, rientrando nel territorio regionale; così si passò a Bormio, Lanzada e Chiesa in Valmalenco con un numero di partecipanti sempre maggiore e, dal punto di vista logistico, sempre maggiori problemi legati alla necessità di spostare con pulmini i ragazzi con l’attrezzatura personale dall’albergo al campo di tiro e viceversa, due volte al giorno, con una enorme perdita di tempo.
Nel frattempo lo staff tecnico era andato ampliandosi e qualificandosi ulteriormente annoverando, tra gli altri, gli allenatori Giovanni Maniglia, Alberto Gioppo, Giovanni Falzoni ed il mitico Giuseppe “il Pino” Milesi.
Oltre alla presenza dei tecnici Fitarco si è scelto di richiedere la consulenza di un preparatore atletico Coni (prof. Claudio Bizzari), con il quale si è instaurato un ottimo rapporto di collaborazione nella definizione degli esercizi di riscaldamento e potenziamento più appropriati, nonché nell’effettuazione di test atletici sui singoli ragazzi per verificarne l’effettiva prestanza fisica.
Proprio a seguito di questi test si prese la decisione, a tutela dei ragazzi stessi ed in netta controtendenza, di suggerire ai meno prestanti di diminuire le potenze degli archi, cosa che scatenò un certo malumore (è un eufemismo!) nei Tecnici personali.
Dopo lo stage del 2006 a Chiesa in Valmalenco, con l’allora responsabile dello stage Franco Bacchini, si decise fosse ormai indispensabile individuare una nuova collocazione che permettesse di limitare al minimo gli spostamenti in pulmino ed i conseguenti tempi morti e, nel contempo, di ampliare l’offerta tecnica per i ragazzi inserendo il tiro di campagna.
La soluzione ideale venne individuata in provincia di Brescia, a Boario Terme: infatti presso l’hotel “Il Castellino” hanno sede sia il campo di allenamento targa che il percorso fisso H&F 12+12 degli Arcieri Alabarde Camune, che a tutt’oggi mettono a disposizione tutto quanto ci necessita; non da ultimo nelle vicinanze dell’hotel esercita un bravissimo fisioterapista ed ex-arciere (Marco Bontempi) al quale, purtroppo, a volte è necessario rivolgersi.

Il campo di tiro alla targa dell’Hotel “Il Castellino” a Boario Terme

Il coinvolgimento, a questo punto, di un mito dell’arcieria lombarda nel tiro di campagna è stato d’obbligo ed ecco Marino Bergna entrare a far parte fissa dello staff ed ora, con il vulcanico Luciano Ravazzani come responsabile dello stage e l’apporto di altri tecnici titolati quali, tra gli altri, Luciano Malovini e Carla Frangilli, la macchina voluta da Mapelli ha decisamente preso il volo.
Al termine dello stage ad ogni ragazzo vengono consegnate due schede personali (Scheda 1 e 2), riportanti i dati tecnici e atletici (questi ultimi confrontati con i dati nazionali Coni), nonché consigli su eventuali aspetti tecnici o capacità fisiche da migliorare o potenziare.
Vengono stilate, nel corso dello stage, due classifiche distinte che riconoscono le loro capacità sia come arcieri che come atleti e la lotta per primeggiare almeno in una è sempre serrata.
Rimane il problema, a volte non del tutto trascurabile, di tenere a bada l’esuberanza di alcuni ragazzi e ragazze per i quali la “tempesta ormonale” tipica della loro età non è solo un fattore interno.
Si viene comunque a creare un gruppo affiatato di giovani che, nell’arco dell’anno, si danno appuntamento alle varie gare di calendario e, forse, una parte dei successi riportati negli ultimi anni dal movimento giovanile lombardo è anche merito degli stages estivi.

PROGRAMMA STAGE GIOVANILE “BOARIO 2010”

Scheda Arciere
Scheda Atleta
Programma Stage 2010

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